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Disobbedienza civile: arriva il Decalogo

Disobbedienza civile: arriva il Decalogo
giullareDalla Tavola rotonda della Gilda Ragusa di lunedì 11 luglio arriva il Decalogo per la disobbedienza civile
Ad attuarlo sarà forse l’uno per 1000 del personale della scuola, ma sicuramente potrà essere un risultato degno di nota. Grande assente buona parte della politica iblea.

Ecco quanto emerso nel corso della tavola rotonda indetta dalla Gilda Ragusa lunedì 11 luglio alle ore 15.30 presso la Sala riunioni della Provincia Regionale di Ragusa. In un caldo lunedì pomeriggio di luglio, nonostante le attività d’esame che impegnano il personale della scuola, presso la propria sede o in altre sedi, più di un centinaio di presenti hanno raccolto l’invito formulato dal coordinatore provinciale della GILDA UNAMS, prof. Raffaele Brafa, per confrontarsi all’indomani dei nuovi e clamorosi tagli subiti dalla scuola ragusana. Bisogna sottolineare dalla scuola ragusana perché altre province siciliane non sono state minimamente toccate dalla mannaia del ministero dell’economia, ma hanno addirittura accantonato dei posti.

Il titolo della tavola rotonda prevedeva l’improcrastinabile confronto con la politica iblea. Ebbene all’invito formulato dal prof. Brafa hanno risposto con la loro presenza solo due degli onorevoli della deputazione regionale, l’on Gurrieri e l’on Ragusa. Si sono scusati per la loro assenza dovuta ad impegni istituzionali gli on. Digiacomo e Leontini. Silenzio assoluto ed inquietante da parte degli altri componenti della deputazione regionale, da parte dei Sindaci dei 12 Comuni iblei, dei Presidenti dei consigli comunali e degli Assessori alla P.I.
Da qui la costatazione che la scuola, la qualità del servizio offerto alle famiglie e agli studenti, la sicurezza dalla quale non si può prescindere non sono fra le priorità dei rappresentanti politici ed istituzionali della provincia di Ragusa, almeno in tempi non sospetti e lontani da competizioni elettorali. Il sospetto emerso nel corso della riunione è che la scuola sia un problema del personale che deve difendere il proprio posto di lavoro. La scuola è un bene di tutti, famiglie in testa che sembrano essere le seconde grandi assenti nella lotta alle problematiche serie e fondanti che affliggono la scuola da molti anni a questa parte.

La paura di mobbing e della persecuzione regna purtroppo sovrana e chi, docente, collaboratore, personale ATA, è disponibile a rischiare la serenità sul posto di lavoro, il contributo proveniente dal fondo di istituto, l’assegnazione di qualche ore di progetto POF o PON per denunciare soprusi e sopraffazioni che, anche nella scuola, sono all’ordine del giorno? “Dove sono le planimetrie della sicurezza più volte chieste dal nostro sindacato – afferma il prof. Brafa – e ottenute soltanto in due scuole della provincia? Planimetrie che dimostrano la inadempienza dei Dirigenti Scolastici responsabili della sicurezza che riescono a “sistemare” ben 31 alunni in classi omologate per 20 forse? Quali docenti hanno trovato il coraggio di non effettuare il proprio servizio a fronte di aule che contengono un numero spropositato di alunni rispetto a quanto previsto dalla normativa sulla sicurezza? Nessuno porta alla luce del sole tutte le emergenze del modo della scuola e spesso a dare sollievo a questi “disagi” basta il recupero di un’ora di supplenza o l’assegnazione di qualche ora di incentivo. Amaro affermare tutto questo – continua il prof. Brafa – ma la vera emergenza della scuola è il mancato attenersi ai propri doveri e diritti e l’indifferenza diffusa e generalizzata a tutti i livelli del mondo scuola.”

“La Gilda Ragusa – sottolinea il prof. Brafa – è sempre in prima linea per la difesa della scuola e della qualità del servizio erogato, ma se il personale non inizia a difendere almeno un minimo dei suoi diritti e ad attenersi scrupolosamente ai suoi doveri la nostra opera sindacale serve a poco. Alla luce di quanto emerso nel corso della tavola rotonda, supportati dalle firme raccolte, chiederemo di poter incontrare il Coordinatore regionale dell’USR, Dott Leone¸ ma anche questo incontro non servirà a nulla se la disobbedienza civile del personale della scuola non verrà messa in atto.”

Anche i Dirigenti scolastici non possono rimanere spettatori passivi insieme alla politica e agli amministratori. Ognuno deve fare la sua parte e sarebbe auspicabile – come proposto dal Dirigente Giorgio Cannata nel corso della tavola rotonda – che si lavorasse in sinergia. “Per questo motivo a fine riunione – conclude il prof. Brafa – ho accolto la proposta formulata dal Dirigente Scolastico Tumino di organizzare un incontro con tutti i Dirigenti della provincia e stabilire forme di protesta a tutela della scuola iblea, non del singolo lavoratore o del singolo studente, ma della comunità iblea tutta perché la scuola è l’elemento imprescindibile per la formazione dei cittadini e la sopravvivenza della nostra democrazia.”

L’Ufficio Stampa

13/07/2011